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di
Un giorno Alessio, bimbo birichino, era a spasso con la mamma quando vide in un angolo un
omino piccino piccino che teneva tanti palloncini legati ad un filo. La sua attenzione fu
attratta da un palloncino di uno strano colore, si avvicinò e sentì una vocina che
diceva: "Ciao Alessio, finalmente sei arrivato! E' da tanto che ti aspetto".
Alessio non credeva alle sue orecchie: non solo il palloncino parlava, ma conosceva anche
il suo nome, e pensava: "Come posso fare a convincere la mamma a comprarmelo?".
Mentre pensava, il palloncino come per magia gli si attaccò al polso e l'omino sparì;
Alessio confuso cercò di tornare dalla mamma, ma il pallone si sollevò e se lo portò in
giro per il cielo.
Volarono per tanto tempo, e Alessio, sulle prime spaventato, ora passava da meraviglia a
meraviglia.
Dopo tanto volare si trovò in un paese in cui tutto era del colore del palloncino. Che
vivacità c'era intorno! Tutti erano allegri, e Alessio si domandava: "Ma tutta
quest'allegria, dove la troveranno?".
Il palloncino, che era magico e leggeva nel pensiero, parlò ancora: "So quello che
stai pensando: la nostra allegria ce la porta il colore che ci veste! Hai mai guardato la
fiamma che scoppietta nel fuoco? Non ti dà allegria? Oppure, quando sei sotto un albero
di ciliege, i suoi frutti non ti danno gioia?".
"Certo - rispose Alessio - il peccato è che nessuno sa come si chiama quel
colore".
"Vieni con me - riprese il palloncino - ti porto dall'inventore del colore:
sicuramente lui sa come si chiama".
Volarono fino ad una casa a forma di mela tutta rossa, entrarono e, nel centro della
stanza, videro una grande stufa con un pentolone che bolliva ed un omino che rimestava
contando: "Uno ... due ... tre ... quattro ...".
Il palloncino disse ad Alessio: "Ecco, ti presento il maghetto Zurulumba: proprio
adesso sta creando il colore. Devi sapere infatti che in questo paese c'è molto sole e
cosí il nostro colore sbiadisce, e lui ha l'incarico di mantenere la scorta per poterci
verniciare, anzi riverniciare tutti. Ora chiediamogli se può rispondere alla tua
domanda".
Si avvicinarono al maghetto che brontolando si rivolse in questo modo al palloncino:
"Lo sai che quando lavoro non voglio intrusi! Chi è questo, da dove viene? Perché
non è come noi?".
Il palloncino rispose con rispetto: "Il sindaco del nostro paese mi ha mandato in un
pianeta che si chiama terra, per vedere come si vive, e se ci sono cose nuove. Bene, ecco
un terrestre: è diventato mio amico e vuole scoprire come si chiama il nostro colore. Non
è buffo?".
Il maghetto guardò incuriosito Alessio e gli disse: "Vedi, questo colore lo ha
inventato il mago Rossano tanti tanti anni fa, e quindi in suo omaggio lo abbiamo chiamato
rosso. Il fatto che lo abbiate anche voi sulla terra risale al giorno in cui gli si
rovesciò un pentolone pieno di colore, che dopo aver volato qua e là nello spazio scese
nel vostro pianeta tingendo così tutto quello che toccò; ecco perché non ne conoscete
il nome. Sei contento ora?".
"Certo che lo sono - rispose Alessio felice - Pensa, per noi era un vero disastro,
non sapevamo mai come spiegarci! Grazie di tutto, ciao! Se passerai dalla terra, vienimi a
trovare".
Appena usciti dalla casa del mago, Alessio disse al suo amico: "Palloncino, ti
ringrazio molto: sei stato molto gentile a farmi visitare il tuo pianeta. Ora però dovrei
tornare dalla mia mamma che sicuramente sarà molto in pensiero per me".
Il Palloncino un poco mortificato rispose: "Va bene ... peccato però, mi piaceva
stare con te", e detto questo, si attaccò di nuovo al polso di Alessio e cominciò a
scendere lentamente verso la terra. Arrivarono così sulla porta di casa, si salutarono e
infine il palloncino tornò verso il suo pianeta.
Alessio entrò, e la mamma appena lo vide gli corse incontro dicendogli tra le lacrime:
"Birichino, dove sei stato tutto questo tempo? Ti ho visto volare verso il cielo e
poi ... puf!, sparito!".
Lui le raccontò tutte le sue avventure e, quando rivelò il nome del colore che a lei
piaceva tanto, la mamma corse dal sindaco, il quale convocò una riunione straordinaria
della cittadinanza.
Chiamato sul palco d'onore Alessio, disse: "Vedete davanti a voi un valoroso che ha
scoperto il nome del colore che a noi tutti piace tanto: si chiama rosso e viene da un
pianeta molto lontano!".
Tutti applaudirono con calore e, mentre il sindaco premiava Alessio con una medaglia al
merito, la gente gridava: "Viva il colore rosso! Viva Alessio suo scopritore!".
Poi venne chiamato l'arcobaleno e anche lì, con grandi festeggiamenti, fu aggiunto quel
colore.
Alessio non dimenticò mai la sua avventura, e tutte le volte che vedeva un palloncino
rosso per strada o sugli alberi, sperava che fosse il suo amico.